La Via Romea Germanica: la grande rotta culturale da Stade a Roma

Tutto quello che c’è da sapere su questo splendido itinerario di 2.200 Km, descritto dall’abate Albert nel XIII sec., che mette in comunicazione il Mar del Nord con la città Eterna.

La storia di questa rilevantissima rotta culturale europea prende avvio presso il monastero Benedettino della Santa Vergine Maria di Stade (Kloster St. Marien, 1141–1648, Bassa Sassonia) nel 1236, quando nell’ambito della redazione degli Annales Stadenses – ovvero della redazione in latino delle cronache dei più importanti avvenimenti ecclesiastici e politici del tempo – l’abate Albert si trova a descrivere, a beneficio dei pellegrini, le strade che collegano la città anseatica portuale di Stade, situata alla foce del fiume Elba, con Roma, la città Eterna. Egli riporta il dialogo fra i due monaci, Tirri e Firri, attinente le migliori vie per un pellegrinaggio verso Roma, testimonianza giunta ai posteri sotto forma appunto di manoscritto, conservato oggi nella biblioteca Herzog August di Wolfenbüttel, sempre in Bassa Sassonia.

Il viaggio descritto dall’abate Albert è dunque, oggi, il percorso ufficiale della via Romea Germanica: ben 2.200 Km di itinerario all’interno di 3 nazioni (Germania, Austria e Italia), che si snoda complessivamente su 94 tappe, e riconosciuto dall’Istituto per le Rotte Culturali del Consiglio d’Europa quale Rotta di Interesse Culturale Europeo – il massimo riconoscimento in tema di storia, cultura e turismo attribuibile ad un Cammino – che lo pone sullo stesso livello della Via Francigena e del Cammino di Santiago di Compostela. Alla fine del 2018, le tre associazioni nazionali dedicate alla Via (l’italiana “Via Romea Germanica”, l’austriaca “Jerusalem Way” e la tedesca Förderverein „Romweg – Abt Albert von Stade“) hanno dato vita presso Bolzano all’associazione europea EAVRG (European Association of Via Romea Germanica), con l’obiettivo di accrescere le conoscenze su questo importante tracciato nonché promuoverlo sotto il profilo del turismo sostenibile.

Vengono infatti connessi dalla Via un’infinità di sentieri, borghi, pievi, strade di campagna, fondivalle e territori montuosi, ma anche scorci di paesaggio alpino, gioielli naturalistici e tesori sia grandi che “minori” del patrimonio storico-culturale, da ammirare sempre strada facendo. In Alto Adige, la Via Romea Germanica percorre la Bassa Atesina, supera la conca di Bolzano e s’immette nella valle Isarco toccando in particolare Chiusa, Bressanone e Vipiteno. In Austria, dopo aver oltrepassato il Brennero, raggiunge Innsbruck per arrivare al confine di stato con la Germania nei pressi di Scharnitz. In Baviera, il primo centro di rilievo toccato è quello alpino di Garmisch-Partenkirchen, proseguendo in direzione di Augusta, superarla e continuare molto più a nord fino a Stade, in Bassa Sassonia.

Photo credit: Antranias

Insomma, anche la Via Romea Germanica rappresenta una moderna ed ottima occasione per praticare turismo “slow”, ovvero lento perché percorso pedalando o a piedi, ma anche perché meditativo, di approfondimento, di conoscenza, aperto alle diversità culturali in quanto inserito in contesti territoriali completamente diversi fra loro, ma consapevole delle comuni radici cristiane dell’Europa, perché si tratta di un tracciato definito nel XIII secolo dall’abate Albert, un monaco benedettino…un turismo culturale e naturalistico alla portata di tutti, e che può arricchire ognuno.

Se siete interessati alla Via Romea Germanica, alle ricchezze storico-artistiche e naturalistiche poste nei pressi del tracciato, contattateci senza impegno. Potrete contare su un valido supporto logistico e su visite guidate incentrate su questa che è entrata a pieno titolo fra le più rilevanti rotte culturali europee.